Egidio Imperi - Crediti

Territorio

Il Comune

Il nome Montorio Romano, "Mons Aureus", era già in uso nel IX secolo e sembra derivasse dal particolare colore giallo oro del suo terreno, ipotesi suggestiva, ma non confermata. I ruderi degli insediamenti pelasgici e delle immancabili ville romane testimoniano le antiche origini del sito che nell'857 risulta nell'elenco dei beni dell'Abbazia di Farfa tra i quali rimarrà fino alla fine del XIV secolo quando passerà ai Savelli e poi alle famiglie Cesarini, Orsini e Barberini. Oltre al Castello, che conserva un pregevole portale d'ingresso, si possono ammirare il Palazzo Baronale (XII-XIII sec.), il Santuario di San Leonardo di Noblat, il patrono di Montorio Romano. Vero gioiello dell'architettura romanica, la chiesa è situata fuori dalle mura del Castello e non se ne conosce la data di costruzione anche se è già menzionata nel 1343. Si tratta di una chiesa cimiteriale, cioè di un tempio al cui interno venivano seppelliti i defunti. Tale funzione era possibile perché la chiesa si trovava fuori dalle mura e perché per alcuni secoli, anche in epoca cristiana, rimase in vigore la legge romana che prescriveva l’obbligo di dare sepoltura "extra moenia" (fuori dalle mura). Non a caso anche le più antiche chiese di Roma, dove sono sepolti dei santi, sono denominate e collocate "fuori le mura". Oggi la Chiesa di San Leonardo di noblat, presenta un'unica navata e il tetto a capriate, mentre dove si trovava il cimitero è stata ricavata un'ampia balconata dalla quale si può ammirare il panorama. Sulla parete destra, sotto due graziose finestre monofore, si trovano due interessanti affreschi originali dell'abside attribuiti ai fratelli Torresani, Bartolomeo e Lorenzo (XVI sec.). Tra le feste locali vanno segnalate quella di S. Croce che si svolge dal 1 al 3 maggio e inizia con una suggestiva fiaccolata notturna; e le feste di S. Leonardo, Santa Barbara e S. Antonio Abate, quest’ultima con la classica benedizione degli animali.

( Indietro )